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Uno dei momenti più intensi dell’anno formativo sono sicuramente i giorni degli esercizi spirituali, che quest’anno abbiamo trascorso presso l’abazia benedettina “Santa Maria della Scala” di Noci, dal 14 al 18 del mese di ottobre.
L’atteggiamento con cui ci siamo predisposti a vivere al meglio questo periodo di grazia è sintetizzabile nella frase latina: ingredior totus “entrerò tutto”, manebo solus ”rimarrò solo”, egrediar alus "uscirò un altro".
Siamo arrivati nel tardo pomeriggio di mercoledì 14; dopo esserci sistemati ciascuno nelle proprie celle, abbiamo partecipato alla S. Messa e così siamo entrati nel vivo degli esercizi. Il filo conduttore di quei giorni è stata la preghiera. Questo infatti il tema delle predicazioni di Padre Antonio Cassano.
Le meditazioni sono state tenute in tarda mattinata e su ciascuna abbiamo meditato per l’intera giornata:
1° la preghiera come bisogno
2° il Padre Nostro, la preghiera delle preghiere
3° come dobbiamo pregare? Guardiamo al figlio di Dio.
Abbiamo trascorso almeno in parte, la nostra giornata come quella dei monaci di Noci: i Benedettini; ritmata da tempi ben scanditi sulle ore della preghiera comunitaria. Il partecipare ai pasti con loro in un grande salone, ni un’ aura di sacro e arcano silenzio, rotto solo dalla voce del padre lettore, ilpasseggiare in quei luoghi, dove anche il lavoro dei monaci, si fa preghiera, tutto ciò ci ha fatto comprendere, e quasi toccare con mano, il valore e la bellezza dell’orazione. La nostra giornata tipo era così strutturata:
05.30 Ufficio
08.00 Colazione
08.30 Lodi 10.00 Meditazione del Padre predicatore e meditazione personale
12.40 Ora sesta
13.00 Pranzo
16.00 Vespro
18.30 S. Messa
20.00 Cena
21.00 Compieta e sacro silenzio
Altri momenti significativi sono stati la visita alla biblioteca dei monaci e l’incontro con padre Anselmo Susca , un conosciuto esperto del canto gregoriano.
Il tutto ha trovato la conclusione nella S. Messa di Domenica 18. Dopo il pranzo siamo partiti verso le 14.30 e quindi siamo rientrati in Seminario.
Abbiamo affidato questi giorni di grazia vissuti e tutta la nostra esistenza alla Vergine della Scala, che troneggia nella Capella piccola dell’abazia di Noci; il suo sguardo ci indica la faticosa scala che si deve percorrere per raggiungere la contemplazione di Dio, che ora già vediamo, come Figlio, tra le sue braccia. A Lei affidiamo anche i propositi fatti per affrontare in maniera più santa la vita quotidiana nel corso di questo anno formativo.
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